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Nei giorni scorsi Alice Parisi, ex centrocampista che in carriera ha vestito tra le altre le maglie di Fiorentina e Sassuolo, ha pubblicato un bel messaggio tramite i propri social. La classe 90′, con 80 presenze in Nazionale, infatti ha postato: “Mi ritrovo spesso a ripercorrere la mia carriera, non sono mai stata una ragazza alla quale piacevano i riflettori. Da piccola spesso pensavo che fossero tutti d’accordo nel dirmi quanto fossi brava, per farmi sentire bene in un gruppo dove ero l’unica femmina, non ci credevo alle loro parole. Questa parte di me è sempre rimasta, in tutti questi anni, non ho mai esaltato la carriera che ho avuto, i traguardi che ho raggiunto. Mi arrabbiavo con mia madre se orgogliosa raccontava delle mie vittorie perché sono fatta così, mi sembrava di vantarmene troppo (scusa mamma perché era solo il tuo modo di dimostrarti fiera di me)”.

L’ormai ex giocatrice trentina, che in estate ha concluso la sua carriera, poi continua aggiungendo:  “Ho scelto io dove fermarmi, dove finire. Ho scelto Firenze. Non ho completamente scelto io quando farlo e la mia vita è totalmente cambiata in un attimo.  Dire che è stato semplice sarebbe una bugia, per come è finita, per il silenzio assordante che c’è stato. Mi sono resa conto che ho iniziato a giocare come persona e ho smesso di farlo come un numero. Sono rimasta delusa, poi sono stata arrabbiata e poi ho iniziato a raccogliere ciò che ho seminato in tanti anni: le persone e la stima di chi ha saputo prendermi per quella che sono, sempre sincera nella mia semplicità”.

Alice Parisi, entrata nell’organigramma dell’Associazione Italiana Calciatori, poi conclude: “Vorrei che in questo calcio che sta ottenendo l’importanza che ha sempre meritato restassero sempre le persone e i valori umani prima dei risultati, questo è l’unico calcio che conosco io. Grazie a Lana Clelland perché nei tuoi occhi e nelle tue parole ho trovato le risposte e quello di cui avevo bisogno, ti guardo e so di avere fatto tanto in questi anni dentro e fuori dal campo. E grazie a Deborah Salvatori Rinaldi, ti ho conosciuto che eravamo due ragazzine e in questo quadro c’è tutto ciò che abbiamo vissuto entrambe, hai saputo accarezzarmi l’anima liberandomi”.