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Clarisse Le Bihan, Lazio: “Il nostro obiettivo è vincere la Poule Salvezza”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Lazio ha superato per 2-0 il Sassuolo confermando, Como a parte, l’ottimo momento di forma. In casa biancoceleste, nel post gara, a parlare ai microfoni del club è stata la francese Clarisse Le Bihan che ha dichiarato: “La cosa importante per noi era vincere. Abbiamo avuto una partita complicata la scorsa settimana che abbiamo archiviato. Sono contenta del gol e degli assist sfornati. la cosa più importante erano e restano i tre punti”.

La punta, classe ’94, in forza alla squadra di mister Grassadonia poi continua aggiungendo sul momento: “Siamo più mature rispetto a qualche mese fa, questo la fa differenza. Sono felice del risultato e del fatto che non abbiamo preso gol. Ora il nostro obiettivo è vincere la Poule Salvezza. La partita contro il Como ci ha fatto male, anche perché il risultato non era giusto. Ora c’è la sosta, spingeremo a partire da martedì per le prossime quattro partite”.

Un colpo di fulmine a San Siro che non si è mai trasformato in amore: Nadia Nadim lascia il Milan in prestito fino al 30 giugno 2025, destinazione Hammarby

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nadia Nadim si trasferisce in prestito all’Hammarby Fotboll fino al 30 giugno 2025, è ufficiale. Termina così, almeno momentaneamente, l’avventura rossonera dell’attaccante danese classe 1988.

Arrivata al Milan nel gennaio del 2024, le aspettative su di lei erano alte: l’ex Manchester City e PSG aveva sempre trovato il gol con abbastanza continuità, anche con le altre casacche che hanno caratterizzato la sua carriera.
Nadim ha avuto spazio immediato nell’11 di Davide Corti che le ha garantito la fiducia fin dalle prime uscite, ma l’apporto offensivo della numero 9 non è mai stato quello dei tempi migliori: nei primi 6 mesi è finita nel tabellino solo 2 volte grazie agli assist messi a segno contro Pomigliano e Napoli nella Poule Retrocessione. Con l’inizio della nuova stagione Nadim ha mantenuto il posto da titolare, anche con la nuova allenatrice Suzanne Bakker, riuscendo a firmare il suo primo e unico gol con la maglia del Diavolo nel Derby della Madonnina, terminato 1-1, che ha fatto la storia del calcio femminile italiano, dato che si è giocato a San Siro. La partita successiva, giocata contro la Lazio il 14 dicembre 2024, è stata l’ultima da titolare della danese: troppo poco il solo gol segnato da Nadim in 12 partite per mantenere il posto. Bakker ha iniziato a preferirle Evelyn Ijeh che da mezzala era già la migliore marcatrice della squadra e da punta centrale, suo vero ruolo, ha continuato ad essere decisiva. L’ultimo squillo del numero 9 è arrivato contro la Juventus, il 9 marzo 2025, quando ha piazzato l’assist per il gol del 2-2 di Nikola Karczewska allo scadere.

Ora le strade con il Diavolo si sono separate e Nadim cercherà di tornare decisiva in Svezia con l’Hammarby; ma una cosa è certa: nonostante un solo gol segnato con la maglia rossonera, il suo nome è marchiato a fuoco nella storia del Milan dato che quel gol è stato il primo, e finora l’unico, segnato dal Diavolo femminile a San Siro.

San Marino: battuta d’arresto col Brescia – Miotto e Crocioni: “Siamo state poco ciniche”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

È sempre più evidente la fatica della San Marino Academy nel trovare continuità: questa domenica, presso il verde di Acquaviva, la compagine capitanata da Bertolotti ha subito una sconfitta equivalente a 1-0 davanti ad un Brescia che ha saputo sfruttare le occasioni create. Nessuna risposta di conferma, quindi, dopo il finale col sorriso della scorsa giornata che sembrava aver dato una scossa di motivazione all’insieme sammarinese.

Nel post gara a pronunciarsi, con evidente rammarico, è stata Giorgia Miotto:Sapevamo che il Brescia era una squadra che palleggia moltoha affermato la calciatrice offensiva classe 2002Abbiamo puntato molto sulle ripartenze che nel primo tempo ci sono riuscite anche molto bene, ma siamo state ben poco ciniche e questo ci ha penalizzato alla fine sul risultato“.

A chiudere la parentesi dichiarazioni Eleonora Crocioni:Ce l’abbiamo messa tutta fino alla fine perché volevamo portare a casa qualcosa. D’ora in poi ogni punto in ogni partita è d’oro, ma da questa prestazione continueremo a preparare le altre per cercare di fare punti.

Il Brescia è stato semplicemente più cinico, cosa che noi non siamo riuscite a fare. In ogni caso è stata una partita alla pari“.

Per ora la statistica dell’Academy si ferma ad un quattordicesimo posto a quota 20. Si attende lo scontro con l’ostica Ternana che offrirà ulteriori spunti per muovere la classifica.

Milan-Roma analizzata da Panini Digital: una Lupa troppo spenta per credere ancora nello Scudetto favorisce un Diavolo in continua crescita

Photo Credit: Simone Potenza - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Milan-Roma, valida per la 4° giornata di Poule Scudetto, è terminata con il punteggio di 3-1. Seconda vittoria casalinga per il Diavolo contro la Lupa, dopo quella in Regular Season, grazie alle reti di Evelyn Ijeh, Chantè Dompig e Giorgia Arrigoni che hanno ribaltato il vantaggio iniziale delle ospiti firmato Evelyne Viens, dopo quattro minuti. Si spengono così definitivamente le speranze scudetto per le giallorosse, mentre si confermano in netta crescita le rossonere.

Grazie ai Match Analysis della Panini Digital notiamo come la partita sia stata piuttosto equilibrata anche se con una leggera supremazia della formazione di casa: l’IVS (Indice Valutazione Squadra) è, infatti, pari a 55 contro 45.

Il sostanziale equilibrio nei 90 minuti è ben visibile anche nelle altre statistiche: il possesso palla pari a 53% contro 47%, il baricentro pari a 51,1 mt contro 54,8 mt, la supremazia territoriale pari a 49% contro 51% (un tempo a testa da questo punto di vista: 56% vs 44% nel primo, 43% vs 57% nel secondo), il pressing pari a 42,7 mt contro 48,2 mt e occasioni pari a 3 contro 4. L’unico dato che scivola in favore della Roma sono i palloni giocati in area che sono stati ben 57 contro i 43 del Milan: è da sottolineare, però, come le meneghine concedano spesso questa situazione alle avversarie con la consapevolezza di saperla gestire.

Le ragazze di Suzanne Bakker sono scese in campo con un 4-3-3 che in alcune fasi del match poteva essere visto come una sorta di 3-5-2 in cui il ruolo di “braccetto” era interpretato dal terzino destro, Emma Koivisto, e dal difensore centrale di destra, Julie Piga; i due “quinti” erano il terzino sinistro, Valery Vigilucci, e l’ala destra, Monica Renzotti, mentre le due punte erano Ijeh e l’ala sinistra, Dompig, che si manteneva comunque molto larga in modo da sfruttare la sua velocità e la sua abilità nell’uno contro uno, come visto in occasione del suo gol. La zona con maggiore densità è stata l’area di rigore di Laura Giuliani a causa dei 28 palloni giocati dalla Lupa e dal fatto che il portiere milanista sia stata la seconda giocatrice per giocate utili (8, come Marta Mascarello, Piga e Vigilucci).
Nella seconda metà il modulo di partenza è sempre stato il 4-3-3 che, anche in questo caso, ha visto una Renzotti molto più bassa quasi ad interpretare il ruolo da esterno destro di centrocampo, con Arrigoni a fare il falso esterno dalla parte opposta, mentre Dompig ed Ijeh facevano ancora da tandem d’attacco sempre con l’ala olandese classe 2001 che calpestava però le zolle da lei ben conosciute: dunque il modulo diventava una sorta di 4-4-2. La zona più densa è stata la fascia sinistra occupata da Angelica Soffia che nei 25 minuti più recupero a sua disposizione è sempre stata molto attenta in fase difensiva e propositiva nei ribaltamenti di fronte.

La formazione di Alessandro Spugna era schierata con un 4-2-3-1 che diventava quasi più un 4-1-4-1 con l’interno di sinistra, Manuela Giugliano, che alzava leggermente la sua posizione fino ad affiancare la trequartista, Giulia Dragoni; questo mentre i due terzini, Frederikke Thogersen e Lucia Di Guglielmo, mantenevano un baricentro più alto rispetto alla difesa, sulla linea di Nielsen Troelsgaard.
Dopo l’intervallo il modulo di partenza era un 4-4-2 che si è mantenuto tale anche in impostazione e in fase offensiva, con l’unica particolarità di essere leggermente più spostato verso sinistra: l’esterno destro, Emilie Haavi, giocava molto più accentrata rispetto alla compagna sul fronte opposto, Alayah Pilgrim, che invece solcava la linea laterale.
In entrambe le frazioni una delle zone più dense è stata quella presieduta da Moeka Minami che, infatti, è stata la prima per palle recuperate (23) e la seconda per palle giocate (72) e per passaggi riusciti (57).

Entrambe le compagini hanno preferito manovrare dal basso con un totale di 89,1% contro 92,5%. È assolutamente da evidenziare come entrambe le percentuali siano diminuite tra primo e secondo tempo, soprattutto per quanto riguarda le ospiti che probabilmente avevano più fretta nel cercare la rete del pareggio: il Diavolo ha avuto un abbassamento del 4,6% (da 91,5% a 86,9%) mentre la Lupa del 9,6% (da 96,5% a 86,9%).

La costruzione rossonera partiva da un giro palla tra i difensori centrali, Nadine Sorelli e Piga, e il regista, Mascarello, che spesso poi si appoggiava alla mezzala destra, Valentina Cernoia, per avviare le manovre offensive. Se l’azione proseguiva sulla destra era sempre il terzino destro, Koivisto, dopo aver ricevuto palla da Sorelli (asse milanista più attivo con 17 passaggi completati), a cercare l’ala destra, Renzotti, che riceveva sempre bassa; a sinistra erano sia il terzino, Vigilucci, che la mezzala, Arrigoni, a servire l’ala, Dompig, in profondità o per fare in modo che potesse puntare la diretta rivale. È totalmente da sottolineare la prestazione di Sorelli, che oltre ad essere stata una delle migliori in campo, è stata la prima per passaggi riusciti (60), passaggi ricevuti (53) e giocate utili (10) e la seconda per palle giocate (70) e per precisione passaggi (86%). Non si può tralasciare la compagna di reparto, Piga, che, nonostante non abbia offerto la sua migliore prestazione, è stata comunque utile per il Milan dato che è stata la prima per palle giocate (82) e per palle recuperate (23) e la seconda per passaggi riusciti (59) e giocate utili (8, come Giuliani, Mascarello e Vigilucci). Sempre più nel centro del gioco milanista il regista, Mascarello, che è stata la seconda per giocate utili (8, come Giuliani, Piga e Vigilucci) e la terza per palle giocate (69), passaggi riusciti (53) e palle recuperate (16). La giocatrice più precisa è stata invece Erin Cesarini che ha giocato, però, solo 4 minuti di recupero e ha completato 3 passaggi su 3 (100% di precisione).

La prima impostazione romanista partiva da un giro palla difensivo tra i due centrali di difesa, Minami e Linari, e l’interno di destra, Troelsgaard; quando poi la manovra doveva essere trasformata in offensiva, ovviamente il centro del gioco della Lupa era Giugliano che riceveva da Troelsgaard o direttamente da Minami, la quale verticalizzava sul Capitano delle ragazze di Spugna per rompere le linee avversarie (asse giallorosso più attivo con 14 passaggi completati), in alternativa c’era l’appoggio sul terzino destro, Thogersen. L’interno di sinistra italiano classe 1997 è stata la protagonista di una buonissima prestazione, una delle migliori delle capitoline: prima per palle giocate (82), per giocate utili (14) e per passaggi ricevuti (55), seconda per palle recuperate (15, come Thogersen) e terza per passaggi riusciti (51). Sono stati già evidenziati i dati di Minami, ma c’è da farlo anche per la compagna di reparto, Linari, che è stata la prima per passaggi riusciti (59), la seconda per precisione passaggi (86%, tra le calciatrici di movimento) e la terza per palle giocate (69). Anche per le ospiti la giocatrice più precisa ha terminato con 3 passaggi completati su 3 (100% di precisione) ma è subentrata al 72’: si tratta di Camelia Ceasar.

Per quanto riguarda le conclusioni, il Milan ha calciato 9 volte di cui 4 in porta, trovando ben 3 reti. Continua a crescere anche sotto questo punto di vista la squadra di Bakker che riesce ad essere molto cinica trovando gol sia da dentro l’area di rigore che da fuori, in tre modi differenti: di rapina, con l’uno contro uno dopo un’azione manovrata e con una violenta e precisa botta da fuori. La calciatrice ad aver tentato più volte di trovare la gioia personale è stata Arrigoni, sempre la solita arma offensiva in più, con 3 tentativi e una rete, mentre sono bastati un tiro a testa alle gemelle del gol, Dompig ed Ijeh, per trovare la soddisfazione personale.
La Roma ha invece concluso ben 13 volte ma solo 3 volte in porta, con una rete. Nel corso della partita ha spaventato la retroguardia rossonera solo una volta, oltre al gol, ed è stata una delle tante mancanze della Lupa nei 90 minuti. La giocatrice ad aver calciato più volte è stata Giugliano con 3 tentativi e 0 reti, mentre Viens ha tirato 2 volte trovando 1 gol.

Fase finale dell’Europeo, Azzurrine inserite in un girone di ferro. Mazzantini: “Difficile. Ma anche noi siamo forti”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Spagna, Francia e Polonia: saranno queste le avversarie della Nazionale Under 17 femminile nel girone della fase finale del Campionato Europeo di categoria. Un sorteggio certamente non benevolo per le ragazze di Selena Mazzantini, che sulla strada del torneo continentale si ritroveranno di fronte le campionesse in carica (Spagna), oltre alle Nazionali arrivate terza (Polonia) e quarta (Francia) all’ultima edizione della manifestazione.

Il 5 maggio le Azzurrine esordiranno nel torneo con la Polonia (alle ore 18, al Torsvollur Stadium) nell’insolito – dal momento che per la prima volta l’arcipelago scandinavo ospiterà l’ultimo atto di una manifestazione UEFA – e spettacolare palcoscenico delle Isole Faroe, con la consapevolezza di essere comunque tra le otto squadre più forti del Vecchio Continente, dopo aver raggiunto la qualificazione alla fase finale grazie a un cammino condito da due soli reti subite in sei partite ufficiali.

Le parole dell’allenatrice azzurra. “Con lo staff tendiamo a ragionare una partita alla volta e proprio per quello che ci ha riservato l’urna sarà importante continuare a fare così: ragionare e concentrarci sulla prima sfida, per poi affrontare la seconda gara in maniera più serena” commenta Selena Mazzantini, presente a Klaksvik, al sorteggio ufficiale della UEFA. “Guardo – continua l’allenatrice azzurra – agli aspetti positivi di questo sorteggio: disputeremo tutte e tre le partite del girone nello stadio principale, una struttura davvero bella. Il fatto di affrontare poi la Polonia come prima avversaria del girone, può essere visto come un ulteriore aspetto positivo. È vero: sono tre squadre fortissime e due di queste sono delle vere e proprie superpotenze del movimento. Ma anche noi siamo forti. Dovremo essere bravi a fare meno errori possibili e preparare le gare nei minimi dettagli; ma siamo abituati a fare questo. Essere arrivati fino a qua, alla fase finale, significa che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e ci rende sereni: tutto quello che arriverà, sarà in più. E poi con lo spirito competitivo che abbiamo, ce la giocheremo fino all’ultimo”.

I precedenti. Era dal 2018 che l’Italia mancava dalla fase finale di un Campionato Europeo femminile Under 17; dal 2016 non realizziamo almeno una rete all’ultimo atto del torneo. A fine 2013, nel primo dei tre precedenti azzurri a un Europeo di questa categoria, le ragazze guidate da Sbardella – l’attuale coordinatore delle Nazionali giovanili femminili – conquistarono uno storico terzo posto continentale, bissando il gradino più basso del podio ai successivi Mondiali in Costa Rica.

Qualificazione ai Mondiali. I prossimi Mondiali di categoria si disputeranno invece tra ottobre e novembre in Marocco e questo Europeo servirà anche per qualificare le cinque Nazionali europee alla prossima manifestazione iridata. Le prime due squadre di ogni raggruppamento dell’Europeo, oltre a conquistare la semifinale, otteranno anche il pass per il Marocco. Le terze classificate dei due gironi disputeranno infine uno spareggio per decretare la quinta e ultima Nazionale qualificata ai Mondiali di categoria.

 

Europeo femminile Under 17 – Fase finale

Gruppo A: Faroe, Paesi Bassi, Austria, Norvegia
Gruppo B: Spagna, Italia, Polonia, Francia

Calendario Gruppo B

Martedì 5 maggio
Ore 15. Spagna-Francia (Djupumyru Stadium)
Ore 18. Polonia-Italia (Torsvollur Stadium)

Giovedì 8 maggio
Ore 15. Italia-Francia (Torsvollur Stadium)
Ore 18. Spagna-Polonia (Djupumyru Stadium)

Domenica 11 maggio
Ore 15. Italia-Spagna (Torsvollur Stadium)
Ore 15. Francia-Polonia (Djupumyru Stadium)

Semifinali: mercoledì 14 maggio, ore 15 (Djupumyru Stadium) e ore 18 (Torsvollur Stadium)

Spareggio per la qualificazione ai Mondiali: mercoledì 14 maggio, ore 12 (Torsvollur Stadium)

Finale: sabato 17 maggio, ore 18 (Torsvollur Stadium)

Michela Cambiaghi nominata al Gran Galà miglior attaccante 2023/24: “Un onore”

Photo Credit: Instagram

“È davvero un onore ricevere questo riconoscimento. Grazie a tutte le colleghe che mi hanno votata e soprattutto grazie alle mie compagne di squadre, alla società Inter ed a tutto lo staff che mi ha sempre sostenuta.
Alla costanza, al sacrificio, e al lavoro.
Passo dopo passo, sogno dopo sogno”.

Questo il dolce messaggio rilasciato da Michela Cambiaghi mediante il suo profilo Instagram dopo la conquista del premio “miglior attaccante della scorsa stagione” avvenuta di recente a Roma, presso il Salone d’Onore CONI, in occasione del Gran Galà del Calcio offerto dall’Associazione Italiana Calciatori e DA, agenzia di sport marketing ed eventi.
L’imponente riconoscimento (consegnato da Tatiana Zorri, Gioia Masia, Viviana Schiavi e Pamela Conti) colloca, quindi, l’attuale contributo della Prima Squadra nerazzurra nella lista delle 11 migliori calciatrici di Serie A, sedendo di fianco ad Evelyne Viens, anch’ella tra le top attaccanti.

Non solo premi, però: la numero 36 dimostra sul campo, in modo diretto, più che una attitudine alla realizzazione, una forte propensione a fare la differenza nei modi più disparati; ciò riflette indubbiamente una sorta di individualità di cui ormai il club di Milano (e si azzarda a dire tutto il movimento femminile) non può fare a meno e che si riversa, poi, sull’insieme stesso, arricchito da una figura che fino ad ora ha collezionato 41 presenze nei medesimi colori, con dati statistici che superano le cinque reti a stagione e contano molteplici assist.

Per farla breve, l’analisi di questo premio, evidenzia, chiaramente la sinergia tra l’eccellenza del singolo e il successo collettivo, elemento fondamentale del calcio giocato.
Tale merito? Avrà sicuramente un impatto significativo nella carriera della calciatrice che sembra quasi aver appena tagliato il nastro di partenza di una lunga strada fatta di gratificazione.

Alessandro Spugna, AS Roma, è ancora “Panchina d’Oro”: secondo anno consecutivo miglior allenatore

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Il coach della Roma è stato eletto miglior tecnico della stagione 2023/24, vincendo il premio annuale organizzato dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio al femminile.

Per Alessandro Spugna si tratta della seconda Panchina d’Oro da quando è allenatore della Roma, dopo quella ricevuta per la stagione 2022/23.

Il premio viene assegnato annualmente al miglior allenatore della Serie A Femminile. La votazione è riservata agli allenatori dei due campionati di A e B, oltre al direttore della Scuola Allenatori e al Ct della Nazionale Femminile.

Queste le dichiarazioni di Spugna, apparse sul sito istituzionale del Club giallo-rosso: “Ringrazio i miei colleghi allenatori, sono continua fonte di confronto e ispirazione per me. Ringrazio naturalmente la Proprietà e il Club, il mio staff e le calciatrici, senza di loro non sarei qui”.

Nel corso dell’evento è stato ricordato Fabio Melillo, allenatore della Primavera Femminile giallorossa dal 2018 al 2022 e vincitore di tre Scudetti di categoria. Anche coach Spugna ha voluto dedicare un pensiero alla memoria di Melillo: “Un uomo che ha fatto tantissimo per il calcio femminile, un punto di riferimento per tutti noi allenatori”.

Nella stagione 2023/24 il coach giallorosso ha conquistato Scudetto e Coppa Italia: su 41 partite complessive, in Italia e in Europa, ha raccolto 30 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte, per una percentuale di vittorie del 73%. Le giallorosse inoltre hanno realizzato 113 gol, subendone 45.

Solo in campionato, sempre in riferimento alla stagione passata, il parziale è di 23 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte con 70 punti totalizzati. La percentuale di vittorie sale all’88%, i gol fatti 74 e quelli subiti 24.

Bifulco: “Voglio il Napoli come riferimento per il Sud. Un sogno? La Queens League in Italia”

Photo Credit: Napoli Femminile

Il Napoli Femminile è in piena lotta per confermare la sua presenza nel campionato di Serie A Femminile anche per la prossima stagione. Nell’ultima giornata di campionato le partenopee hanno osservato il turno di riposo e le dirette rivali per la salvezza della Sampdoria hanno strappato un punto al “Ferruccio” di Seregno contro il Como fermando le lariane sul risultato di 2-2. Como che sarà la prossima avversaria del Napoli Femminile questa domenica alle ore 12.30 al “Piccolo” di Cercola. Una stagione da alti e bassi per il Napoli Femminile che tra le tante novità ha cambiato tanto in dirigenza, in particolare con l’arrivo del nuovo presidente Marco Bifulco, il quale abbiamo avuto l’onore di intervistarlo e fare due chiacchiere con lui. Tra i temi trattati il presente della squadra partenopea con uno sguardo al futuro, e tutto ciò che il nuovo presidente vuole portare in questa sua avventura.

Prima domanda mai banale, come sta?: “Bene, sono molto felice ed entusiasta di aver intrapreso questa esperienza nel calcio femminile, in particolare a Napoli perché seppur sia nato e cresciuto a Milano, il mio cuore è sempre stato azzurro e sono di origini napoletane.”

Cosa l’ha spinta ad iniziare questo progetto con il Napoli Femminile?:”All’inizio ero socio minoritario del Napoli Femminile, poi ho voluto fare un passo in più per poter regalare un futuro prospero non solo al Napoli Femminile ma per poter contribuire alla crescita del movimento femminile nel Sud Italia, dove siamo l’unica società professionistica e vogliamo mettere le basi per essere un punto di riferimento alle ragazzine che vogliono entrare in questo fantastico mondo. Ho deciso di entrare come presidente quando la scorsa stagione il Napoli era a 0 punti dopo le prime partite, e io manifestai la mia presenza supportando le ragazze dicendo loro che noi eravamo al loro fianco e che avremmo fatto lo stesso negli anni a venire dando loro uno spiraglio di luce e questo ha dato poi il via ad una serie di risultati che ci ha portato una salvezza quasi miracolosa.”

Facciamo un passo indietro: ancor prima del Napoli Femminile, quando ha iniziato a seguire il calcio femminile e cosa l’ha colpita di più di questo movimento?:”Tutto è nato nel mondiale 2019, quando la nazionale maschile non si è qualificata ai mondiali con l’eliminazione contro la Svezia. Sky ha premiato al contrario il grande impegno delle ragazze trasmettendo le partite delle Azzurre. Quando le ho viste, ho percepito un senso di appartenenza e un entusiasmo pazzesco dalle ragazze dell’Italia al momento dell’Inno di Mameli, che per me è come un grido di battaglia e vedere queste ragazze così vogliose di voler dare l’anima per la maglia azzurra mi ha trasmesso un senso di purezza che avevo perso nel calcio maschile. Poi sapendo che alcuni parenti e soci avevano investito nel Napoli Femminile, con i miei risparmi chiesi di entrare come socio di minoranza e presi una piccola quota di partecipazione, che fu il mio primo investimento ai tempi. Investimento che poi mi ha dato ragione considerando che poi il calcio femminile è diventato professionistico e questo movimento sta crescendo tanto. Ciò nonostante, questa crescita necessita di investimenti per far si che si possa raggiungere una stabilità che possa mantenersi negli anni.”

Lei è un presidente molto giovane, che rapporto ha con le sue calciatrici?: Con le mie calciatrici ho un rapporto completamente trasparente e coerente, sono riuscito a trasmettere loro un senso di sicurezza nonostante la mia giovane età. Sono sempre disponibile con loro ad aiutarle in qualsiasi aspetto della loro vita e di qualunque cosa loro abbiano bisogno. Spesso le coinvolgo in tutte le mie scelte per sapere la loro opinione, ad esempio Vivien Beil si è messa a disposizione per il progetto “For Your Future” dedicato al settore giovanile, oppure Doris Bačić l’ho coinvolta nel progetto del nuovo pullman per la squadra chiedendole consigli su come decorarlo. Loro vedono in me una figura sia autorevole che una persona con cui poter parlare in qualsiasi momento, spero sia reciproco (ride,ndr).”

Parliamo della stagione attuale: se dovessi dare un voto alla stagione fin qui quale daresti e perché?: Alla stagione attuale do un 6-, perché non rispecchia quello a cui aspiravamo. Penso che la nostra squadra abbia un valore superiore rispetto a ciò che ha raccolto. La vecchia guida tecnica puntava il gioco sul fisico, in alcune partite ci ha dato anche i suoi frutti ma poi abbiamo sbagliato a puntare solo su questo aspetto perché tante nostre ragazze sono molto più tecniche. A gennaio con un paio di innesti abbiamo provato a rimediare ma con l’allenatore precedente non è stato possibile e me ne prendo le responsabilità. Abbiamo raddrizzato il tiro scegliendo un allenatore che puntasse più a far spiccare le qualità tecniche delle nostre giocatrici e ci siamo riusciti in parte. Nelle ultime partite abbiamo faticato, perché assenze come quella di Banušić su cui crei l’idea di gioco si sentono in campo e il mister ha dovuto trovare delle alternative. L’obiettivo era una salvezza più tranquilla, ma credo che queste ultime partite daranno dimostrazione del nostro reale valore.”

Quali sono le difficoltà più grandi da affrontare nel gestire un club professionistico di Serie A Femminile?: Ci sono diversi ostacoli, il primo è quello di riuscire a far apprezzare il prodotto a persone che non sono dentro il movimento e se questo non avviene il ritorno economico e la visibilità ne risentono. In generale si parla della sostenibilità generale del movimento. Noi siamo una società indipendente e quindi non usufruiamo delle stesse risorse che hanno squadre con il maschile dietro. Squadre come la Juventus che hanno potuto cedere il loro vecchio centro sportivo e dedicarlo interamente al settore femminile e disporre di un budget quasi a fondo perduto, mentre per noi non è così. Dobbiamo aumentare la visibilità attraverso tutti i mezzi che abbiamo, in primis i social che possiamo controllare e usare per divulgare il nostro prodotto. Facendo investimenti sulla propria immagine e dedicando risorse alla comunicazione e iniziative come ha fatto la nostra social media manager ad esempio con le collaborazioni con “J’adore Napoli”, che sono iniziative che posso creare hype. E poi una difficoltà non di poco conto è raggiungere sempre la salvezza in extremis che ti toglie tempo che potresti dedicare a programmare la prossima stagione. Vorrei portare la Queens League in Italia e farlo collaborando con la divisione che potrebbe permettere alle calciatrici di partecipare alla competizione, sto provando a portare la proposta in divisione. Il mio sogno è che un giorno i risultati non contino nulla, stabilizzarci come un campionato sul modello NBA e trattare il calcio femminile come uno sport americano perché secondo me vanno presi spunti dai modelli americani e sviluppare tutto ciò che c’è di contorno alla partita.”

A proposito della questione “maschile alle spalle”, cosa ne pensa del progetto del Como Women?:  Il Como Women sta lavorando bene con un ottimo progetto grazie al fondo Mercury/13. Stanno puntando sull’investimento nelle aziende locali, sulle infrastrutture e costruendo una squadra competitiva il tutto mirando a migliorare il prodotto. Inoltre hanno puntato su un re-branding con una strategia vincente semplificando il brand, perché al giorno d’oggi la moda è andata nella direzione per la quale è più elegante una maglia da calcio fatta bene che altro e quindi bisogna puntare su questo campo. Sanno di essere una piazza del nord in cui bisogna investire nel marketing locale con sponsor prettamente provenienti dal loro territorio. Essendo assieme a noi una società indipendente dal maschile ci assecondano molto nelle proposte e ci troviamo sulle stesse idee. Si stanno muovendo bene con consapevolezza e gli auguro il meglio. Sicuramente rispetto a noi hanno più budget, noi punteremo ad aumentare il budget tramite gli investimenti che speriamo diano i propri frutti.”

Come pensa di aumentare l’afflusso di pubblico alle partite?: C’è la volontà di migliorare l’impianto di Cercola, penso che abbia un ottimo potenziale. Cercheremo di investire e di spettacolarizzare l’evento per poter intrattenere le persone sia prima che dopo la partita con eventi come concerti e spettacoli e magari avvicinare persone che non seguono il movimento ma che tramite altre iniziative dalla quale sono attratti vengano allo stadio e guardando la partita delle nostre ragazze si appassionino alla squadra. Dovremmo dare la possibilità alle persone di acquistare le maglie allo Stadio, parlare nelle scuole di calcio femminile per attrarre le persone sin dalla giovane età perché sono le persone più entusiaste di questa idea, e l’iniziativa di FC 25 di inserire nelle Ultimate Team di avere le calciatrici è stata vincente. Cercola potrebbe essere un vantaggio più che uno svantaggio, per poter avere un raggio di azione più ampio, seppur giocare in città attirerebbe molte più persone.”

Quali progetti extra-calcistici sono previsti per il futuro?: Vogliamo che il brand Napoli Femminile arrivi nel mondo, in particolare sul brand americano dove secondo noi c’è molto potenziale. Creare e promuovere Academy con progetti con Summer camp in territorio americano e viceversa, arricchire la cultura del nostro settore giovanili di fare esperienze all’estero per poter beneficiarne sia culturalmente e ovviamente trarre giovamento sul lato economico. Stiamo cercando di investire su progetti di visibilità per poter creare una fan base ed educarla per il futuro e vogliamo lanciare una linea di moda come merchandising. Ci sono anche iniziative che devono partire dalla divisione come ad esempio una serie TV come “F1 Drive to Survive” che aiuterebbe tanto la visibilità ma sono cose nella quale c’è bisogno del coinvolgimento delle altre squadre e della divisione.”

Infine, dove vedi il Napoli Femminile tra 5 anni?: “Vedo una società stabile e sostenibile in cui saremo cresciuti noi e sarà cresciuto il movimento dove spero che ci sia una fan base stabile, infrastrutture migliori e una comunità migliore. Vogliamo diventare la società di riferimento del Sud Italia e un modello di sostenibilità, oltre che ovviamente arrivare a portare via risultati sportivi importanti. Ad oggi la parola chiave è sostenibilità”

Ringraziamo il presidente Marco Bifulco per la disponibilità e il Napoli Femminile per averci permesso di realizzare l’intervista.

 

 

Germania, ecco la finale di Coppa: il Werder batte l’Amburgo ai supplementari, il Bayern rimonta due reti all’Hoffenheim

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La finale della Coppa DFB femminile , in programma il 1° maggio dalle ore 16:00, sarà tra Werder Brema e Bayern Monaco a Colonia.

Il Werder Bremen ha vinto per 3-1 dopo i tempi supplementari contro l’Amburgo davanti a una folla record di 57.000 tifosi.  Al Volksparkstadion la gara si sblocca solo all’ottantesimo con Schuldt che valuta male un retropassaggio favorendo l’arrivo di Weidauer, che ha colpito facilmente a porta vuota. Poco prima del 90′, però, arriva il pari dell’Amburgo con un colpo di testa di Stöckmann. Nei supplementari, però, il Werder segna due volte: Weidauer,, al 117′, e Schuldt, al 120′, regalano al Werder l’approdo in finale. Il capitano Lina Hausicke ha commentato: “È incredibile, non ho più voce. Non so nemmeno cosa dire. Questo non lascia nessuno freddo. Non abbiamo giocato bene, ma siamo in finale e felicissimi. Siamo tutti completamente vuoti, è stato uno sforzo enorme emotivamente e fisicamente”.

Il Bayern Monaco, invece, ha regolato per 3-2 l’Hoffenheim passato avanti, a sorpresa, per due volte. Di Memeti, poco prima del quarto d’ora, e Delacauw, al 25′, le firme del doppio vantaggio. Le bavaresi tornano però in carreggiata grazie a Harder a segno al 34′ per il 2-1 che riapre la gara per pareggiare al 40′ su rigore. Nella ripresa gara aperta con Harder ancora protagonista al 9′ con la tripletta di giornata che indirizza a favore del Bayern Monaco la sfida. Nel post gara il difensore Michelle Ulbrich ha sottolineato: “C’era molto in gioco ma non ero così nervosa. Ho affrontato questo match come un normale incontro. Il fatto che ora affrontiamo il Brema in finale è eccezionale. Andremo sicuramente a Colonia per riportare la coppa a Monaco di Baviera dopo 13 anni”.

Women’s Champions League: le osservate speciali del ritorno dei quarti di finale

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Le gare di ritorno dei quarti di finale di UEFA Women’s Champions League sono in programma mercoledì e giovedì; UEFA.com accende i riflettori su quattro giocatrici che potrebbero essere determinanti per la qualificazione in semifinale.

Klara Bühl (Bayern)

Il Bayern ha il difficile compito di ribaltare il 2-0 subito in casa del Lyon e avrà bisogno di gol all’OL Stadium mercoledì. Pernille Harder è attualmente la miglior marcatrice del torneo, ma le bavaresi possono contare sullo stato di grazia di Bühl.

Bühl, in testa alla classifica degli assist in questa Bundesliga, all’inizio del mese ha prolungato il contratto fino al giugno 2027, dopo il trasferimento al Bayern nel 2020. All’annuncio del nuovo contratto di Bühl, la responsabile calcio femminile del Bayern, Bianca Rech, ha detto: “È una giocatrice di pura potenza, è brava con entrambi i piedi, brava nei calci piazzati e molto veloce. Grazie a queste doti è in grado di decidere in qualsiasi momento le partite”.

Mariona Caldentey (Arsenal)

L’Arsenal deve rimontare il 2-0 di mercoledì contro il Real Madrid, e per riuscirci si affiderà al suo pubblico. La sconfitta in trasferta è stata una nuova esperienza per Caldentey, che ai tempi del Barcelona aveva battuto il club della capitale ogni volta che si erano incontrati. Caldentey ha lasciato il Barcelona dopo un decennio e tre Women’s Champions League per approdare all’Arsenal la scorsa estate ed è diventata subito una beniamina dei tifosi dei Gunners grazie ai suoi gol e assist. Alessia Russo, che in questa stagione ha formato una partnership molto proficua con Caldentey (entrambe sono a quattro gol in questa edizione), aveva dichiarato prima dell’andata a Madrid: “È stata fantastica da quando è arrivata. Sento di aver imparato molto da lei. È una giocatrice di livello mondiale, oltre che una fantastica persona”.

Mayra Ramírez (Chelsea)

Il Chelsea ha perso 2-0 mercoledì in casa del Manchester City, e al ritorno a Stamford Bridge proverà a ribaltare la sconfitta per qualificarsi per la terza stagione consecutiva in semifinale. Per riuscirci si affiderà alla colombiana Ramírez. Il City ha sicuramente motivo di temere Ramírez, che ha già segnato due volte contro di loro in questa stagione: nella vittoria del Chelsea per 2-0 in campionato a Stamford Bridge a novembre e di nuovo quattro giorni prima dell’andata di questa partita, quando i Blues hanno ottenuto una vittoria per 2-1 nella finale di Coppa di Lega inglese. Quando in giornata, Ramírez può essere davvero ingiocabile.

Sydney Schertenleib (Barcelona)

Le campionesse in carica del Barcelona hanno un piede e mezzo in semifinale dopo il 4-1 dell’andata in casa del Wolfsburg. Probabilmente il momento più bello della gara è stato verso la fine, quando la diciottenne Schertenleib ha segnato il suo primo gol in Women’s Champions League, alla sua seconda apparizione in Europa (entrambe le volte subentrando dalla panchina). La nazionale svizzera è passata al Barcelona dal Grasshopper Club la scorsa estate e nelle ultime settimane ha iniziato a essere una presenza costante in prima squadra dove ha già collezionato diverse presenze da titolare in campionato e persino una prestazione da Player of the Match contro il Tenerife, pochi giorni prima della trasferta di Wolfsburg. Certa di un posto nella rosa delle padrone di casa della Svizzera a UEFA Women’s EURO 2025, Schertenleib ha una tecnica e personalità tale da essere già a suo agio accanto alle stelle affermate del Barcelona.

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