Il Napoli Femminile è in piena lotta per confermare la sua presenza nel campionato di Serie A Femminile anche per la prossima stagione. Nell’ultima giornata di campionato le partenopee hanno osservato il turno di riposo e le dirette rivali per la salvezza della Sampdoria hanno strappato un punto al “Ferruccio” di Seregno contro il Como fermando le lariane sul risultato di 2-2. Como che sarà la prossima avversaria del Napoli Femminile questa domenica alle ore 12.30 al “Piccolo” di Cercola. Una stagione da alti e bassi per il Napoli Femminile che tra le tante novità ha cambiato tanto in dirigenza, in particolare con l’arrivo del nuovo presidente Marco Bifulco, il quale abbiamo avuto l’onore di intervistarlo e fare due chiacchiere con lui. Tra i temi trattati il presente della squadra partenopea con uno sguardo al futuro, e tutto ciò che il nuovo presidente vuole portare in questa sua avventura.
Prima domanda mai banale, come sta?: “Bene, sono molto felice ed entusiasta di aver intrapreso questa esperienza nel calcio femminile, in particolare a Napoli perché seppur sia nato e cresciuto a Milano, il mio cuore è sempre stato azzurro e sono di origini napoletane.”
Cosa l’ha spinta ad iniziare questo progetto con il Napoli Femminile?:”All’inizio ero socio minoritario del Napoli Femminile, poi ho voluto fare un passo in più per poter regalare un futuro prospero non solo al Napoli Femminile ma per poter contribuire alla crescita del movimento femminile nel Sud Italia, dove siamo l’unica società professionistica e vogliamo mettere le basi per essere un punto di riferimento alle ragazzine che vogliono entrare in questo fantastico mondo. Ho deciso di entrare come presidente quando la scorsa stagione il Napoli era a 0 punti dopo le prime partite, e io manifestai la mia presenza supportando le ragazze dicendo loro che noi eravamo al loro fianco e che avremmo fatto lo stesso negli anni a venire dando loro uno spiraglio di luce e questo ha dato poi il via ad una serie di risultati che ci ha portato una salvezza quasi miracolosa.”
Facciamo un passo indietro: ancor prima del Napoli Femminile, quando ha iniziato a seguire il calcio femminile e cosa l’ha colpita di più di questo movimento?:”Tutto è nato nel mondiale 2019, quando la nazionale maschile non si è qualificata ai mondiali con l’eliminazione contro la Svezia. Sky ha premiato al contrario il grande impegno delle ragazze trasmettendo le partite delle Azzurre. Quando le ho viste, ho percepito un senso di appartenenza e un entusiasmo pazzesco dalle ragazze dell’Italia al momento dell’Inno di Mameli, che per me è come un grido di battaglia e vedere queste ragazze così vogliose di voler dare l’anima per la maglia azzurra mi ha trasmesso un senso di purezza che avevo perso nel calcio maschile. Poi sapendo che alcuni parenti e soci avevano investito nel Napoli Femminile, con i miei risparmi chiesi di entrare come socio di minoranza e presi una piccola quota di partecipazione, che fu il mio primo investimento ai tempi. Investimento che poi mi ha dato ragione considerando che poi il calcio femminile è diventato professionistico e questo movimento sta crescendo tanto. Ciò nonostante, questa crescita necessita di investimenti per far si che si possa raggiungere una stabilità che possa mantenersi negli anni.”
Lei è un presidente molto giovane, che rapporto ha con le sue calciatrici?: Con le mie calciatrici ho un rapporto completamente trasparente e coerente, sono riuscito a trasmettere loro un senso di sicurezza nonostante la mia giovane età. Sono sempre disponibile con loro ad aiutarle in qualsiasi aspetto della loro vita e di qualunque cosa loro abbiano bisogno. Spesso le coinvolgo in tutte le mie scelte per sapere la loro opinione, ad esempio Vivien Beil si è messa a disposizione per il progetto “For Your Future” dedicato al settore giovanile, oppure Doris Bačić l’ho coinvolta nel progetto del nuovo pullman per la squadra chiedendole consigli su come decorarlo. Loro vedono in me una figura sia autorevole che una persona con cui poter parlare in qualsiasi momento, spero sia reciproco (ride,ndr).”
Parliamo della stagione attuale: se dovessi dare un voto alla stagione fin qui quale daresti e perché?: Alla stagione attuale do un 6-, perché non rispecchia quello a cui aspiravamo. Penso che la nostra squadra abbia un valore superiore rispetto a ciò che ha raccolto. La vecchia guida tecnica puntava il gioco sul fisico, in alcune partite ci ha dato anche i suoi frutti ma poi abbiamo sbagliato a puntare solo su questo aspetto perché tante nostre ragazze sono molto più tecniche. A gennaio con un paio di innesti abbiamo provato a rimediare ma con l’allenatore precedente non è stato possibile e me ne prendo le responsabilità. Abbiamo raddrizzato il tiro scegliendo un allenatore che puntasse più a far spiccare le qualità tecniche delle nostre giocatrici e ci siamo riusciti in parte. Nelle ultime partite abbiamo faticato, perché assenze come quella di Banušić su cui crei l’idea di gioco si sentono in campo e il mister ha dovuto trovare delle alternative. L’obiettivo era una salvezza più tranquilla, ma credo che queste ultime partite daranno dimostrazione del nostro reale valore.”
Quali sono le difficoltà più grandi da affrontare nel gestire un club professionistico di Serie A Femminile?: Ci sono diversi ostacoli, il primo è quello di riuscire a far apprezzare il prodotto a persone che non sono dentro il movimento e se questo non avviene il ritorno economico e la visibilità ne risentono. In generale si parla della sostenibilità generale del movimento. Noi siamo una società indipendente e quindi non usufruiamo delle stesse risorse che hanno squadre con il maschile dietro. Squadre come la Juventus che hanno potuto cedere il loro vecchio centro sportivo e dedicarlo interamente al settore femminile e disporre di un budget quasi a fondo perduto, mentre per noi non è così. Dobbiamo aumentare la visibilità attraverso tutti i mezzi che abbiamo, in primis i social che possiamo controllare e usare per divulgare il nostro prodotto. Facendo investimenti sulla propria immagine e dedicando risorse alla comunicazione e iniziative come ha fatto la nostra social media manager ad esempio con le collaborazioni con “J’adore Napoli”, che sono iniziative che posso creare hype. E poi una difficoltà non di poco conto è raggiungere sempre la salvezza in extremis che ti toglie tempo che potresti dedicare a programmare la prossima stagione. Vorrei portare la Queens League in Italia e farlo collaborando con la divisione che potrebbe permettere alle calciatrici di partecipare alla competizione, sto provando a portare la proposta in divisione. Il mio sogno è che un giorno i risultati non contino nulla, stabilizzarci come un campionato sul modello NBA e trattare il calcio femminile come uno sport americano perché secondo me vanno presi spunti dai modelli americani e sviluppare tutto ciò che c’è di contorno alla partita.”
A proposito della questione “maschile alle spalle”, cosa ne pensa del progetto del Como Women?: Il Como Women sta lavorando bene con un ottimo progetto grazie al fondo Mercury/13. Stanno puntando sull’investimento nelle aziende locali, sulle infrastrutture e costruendo una squadra competitiva il tutto mirando a migliorare il prodotto. Inoltre hanno puntato su un re-branding con una strategia vincente semplificando il brand, perché al giorno d’oggi la moda è andata nella direzione per la quale è più elegante una maglia da calcio fatta bene che altro e quindi bisogna puntare su questo campo. Sanno di essere una piazza del nord in cui bisogna investire nel marketing locale con sponsor prettamente provenienti dal loro territorio. Essendo assieme a noi una società indipendente dal maschile ci assecondano molto nelle proposte e ci troviamo sulle stesse idee. Si stanno muovendo bene con consapevolezza e gli auguro il meglio. Sicuramente rispetto a noi hanno più budget, noi punteremo ad aumentare il budget tramite gli investimenti che speriamo diano i propri frutti.”
Come pensa di aumentare l’afflusso di pubblico alle partite?: C’è la volontà di migliorare l’impianto di Cercola, penso che abbia un ottimo potenziale. Cercheremo di investire e di spettacolarizzare l’evento per poter intrattenere le persone sia prima che dopo la partita con eventi come concerti e spettacoli e magari avvicinare persone che non seguono il movimento ma che tramite altre iniziative dalla quale sono attratti vengano allo stadio e guardando la partita delle nostre ragazze si appassionino alla squadra. Dovremmo dare la possibilità alle persone di acquistare le maglie allo Stadio, parlare nelle scuole di calcio femminile per attrarre le persone sin dalla giovane età perché sono le persone più entusiaste di questa idea, e l’iniziativa di FC 25 di inserire nelle Ultimate Team di avere le calciatrici è stata vincente. Cercola potrebbe essere un vantaggio più che uno svantaggio, per poter avere un raggio di azione più ampio, seppur giocare in città attirerebbe molte più persone.”
Quali progetti extra-calcistici sono previsti per il futuro?: Vogliamo che il brand Napoli Femminile arrivi nel mondo, in particolare sul brand americano dove secondo noi c’è molto potenziale. Creare e promuovere Academy con progetti con Summer camp in territorio americano e viceversa, arricchire la cultura del nostro settore giovanili di fare esperienze all’estero per poter beneficiarne sia culturalmente e ovviamente trarre giovamento sul lato economico. Stiamo cercando di investire su progetti di visibilità per poter creare una fan base ed educarla per il futuro e vogliamo lanciare una linea di moda come merchandising. Ci sono anche iniziative che devono partire dalla divisione come ad esempio una serie TV come “F1 Drive to Survive” che aiuterebbe tanto la visibilità ma sono cose nella quale c’è bisogno del coinvolgimento delle altre squadre e della divisione.”
Infine, dove vedi il Napoli Femminile tra 5 anni?: “Vedo una società stabile e sostenibile in cui saremo cresciuti noi e sarà cresciuto il movimento dove spero che ci sia una fan base stabile, infrastrutture migliori e una comunità migliore. Vogliamo diventare la società di riferimento del Sud Italia e un modello di sostenibilità, oltre che ovviamente arrivare a portare via risultati sportivi importanti. Ad oggi la parola chiave è sostenibilità”
Ringraziamo il presidente Marco Bifulco per la disponibilità e il Napoli Femminile per averci permesso di realizzare l’intervista.