Dopo aver festeggiato insieme le 200 presenze con una maglia che rappresenta una grande responsabilità e, allo stesso tempo, una grande fonte di soddisfazioni (cosa che ha dimostrato la storia della Società), Cristiana Girelli e Barbara Bonansea sono tornate a essere protagoniste, ancora una volta, insieme.
Le due calciatrici sono state protagoniste di un episodio del format promosso dalla Serie A insieme a RDS Viaggio nel Calcio, in cui si sono raccontate e hanno sviscerato la loro storia personale, senza mettere da parte i propri sentimenti più profondi.
I primi ricordi di Cristiana Girelli collegati al calcio e, per l’appunto, alla Juventus, risalgono fino alla sua infanzia, quando vedeva giocare la formazione piemontese e, nel segno di Del Piero, sognava di poter trasformare quella grande passione e quel cuore in qualcosa di più di un semplice passatempo. Un sogno che, pur essendo diventato realtà e nella squadra dei suoi desideri, per lei è ancora qualcosa di troppo bello per essere vero: «Se dovessi parlare alla me da piccola che inizia a giocare a calcio, sicuramente non le avrei mai detto dove sono adesso, perché neanch’io sinceramente avrei potuto immaginarlo. Sono sempre stata juventina, tifosissima di Del Piero, avevo i suoi poster in cameretta. Se mi guardo indietro e penso alla bambina che chiudeva la porta della cameretta con quel poster, prima di addormentare le direi di sognare, ché prima o poi questa cosa si avvera»
Un sogno che, partita dopo partita, diventava un’urgenza sempre più forte, una passione sempre più viscerale, un sogno in cui credere fermamente. Con la diffusione, seppur ancora limitata, del calcio femminile, Girelli ha visto la chance di dare sfogo a quella sua fantasia, e ha quindi scelto di provarci, con in testa l’immagine cristallina di Del Piero: «Mi ricordo che, quando guardavo le partite, sognavo a occhi aperti. Non potevo sognare di indossare la maglia della Juve, perché non c’era questa possibilità: giocavo con i maschi, quindi non pensavo nemmeno esistesse il calcio femminile però, quando vedevo le partite della Juve e vedevo Alessandro Del Piero sognavo di fare gol in grandi stadi, immaginavo quanto potesse essere bello provare delle emozioni del genere.»
Facciamo un salto temporae, arrivando ai giorni nostri. Cristiana Girelli è riuscita a coronare il suo sogno: indossa la maglia bianconera tutti i weekend, è tra le calciatrici migliori della Serie A e la bomber che attualmente detiene il maggior numero di gol segnati a stagione in corso. Si può descrivere, questa sua parabola ascendente, con il motto della Juventus: «”Fino alla fine” è un motto bellissimo secondo me, perché ha diversi significati; è un motto che abbiamo noi, fino alla fine, fino all’ultimo secondo, finché l’arbitro fischia, e secondo me si potrebbe portare anche nella vita quotidiana. Mentre il “non mollare mai” implica una negazione, il “fino alla fine” invece è un sentire fortemente, un non lasciare mai nulla di scontato, non devi avere rimpianti o rimorsi su quello che è stato, l’importante è dare semore tutto, e se fino alla fine ho lottato dando tutta me stessa posso sentirmi comunque soddisfatta.»
Guardando indietro al proprio percorso, la bomber della Juventus ha aggiunto che smettere è proprio l’ultimo dei suoi pensieri perché, finché sentirà dentro di sé il fuoco è la grinta per lottare e dare il massimo, allora non sarà arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo, solo quando la sua splendida carriera nello sport sarà arrivata ai titoli di coda: «Non ho mai pensato di smettere, se dovessi arrivare a una frase del genere significa che il calcio non è più per me quello che è stato fino adesso, cioè tutto. Se dovessi pensarlo, sarebbe davvero preponderante nella mia testa. È stato un percorso abbastanza lineare il mio, perché ritengo di essere molto fortunata di essere qui alla Juventus e di vivere ogni giorno quello che sto vivendo, di svegliarmi ogni giorno e di andare a fare allenamento.»
«Io mi ricordo di te, perché eri la ragazza con la fascetta velocissima sulla fascia, e per fermarla mi dicevano di buttarla giù», ha poi scherzato raccontando della prima volta in cui ricorda di aver sentito parlare di Barbara Bonansea, compagna con cui ha condiviso tanti momenti bellissimi, momenti più difficili, gioie e vittorie. Il loro percorso insieme continuerà ancora, il rinnovo con la squadra bianconera è solo uno degli attimi in cui hanno vissuto il bianco e il nero insieme.
Se le chiedessero che cos’è la Juventus per lei, Cristiana Girelli racconterebbe una serie di elementi che ne hanno contraddistinto l’importanza nel corso degli anni, primo tra tutti la squadra da tifare sia sul divano quando si è bambine, sia in campo quando si ha l’onore e la grande responsabilità di quei colori sulla pelle, un discorso che si può traslare anche sulla maglia azzurra: «La Juventus prima è la squadra da tifare sul divano da piccolina, adesso p diventata la squadra da difendere in campo, da tifare in campo, da proteggere, di cui essere orgogliosa ogni weekend. Non potevo mai immaginarlo da bambina, l’ho sempre vista in tivù ma non avrei mai immaginato di essere qui, e per me è una cosa straordinaria. Con la Nazionale non ho mai pensato troppo avanti, ho sempre vissuto giorno per giorno e quando ero nelle giovanili mi piaceva essere lì, ma non ho mai pensato troppo in avanti. Se invece penso all’esordio e al primo gol li ho ben impressi nella mente, così come tutti i tornei a cui abbiamo partecipato.»