Contro la Roma di Alessandro Spugna, la Juventus Women di Massimiliano Canzi ha disputato una gara molto sofferta, vinta grazie a un duplice motivo di fondo: un ottimo atteggiamento da parte della squadra nel difendere il risultato dal punto di vista difensivo, e una sempre incredibile Cristiana Girelli da quello offensivo. La calciatrice ha traghettato le compagne verso la vittoria con una splendida tripletta nel giro dei novanta minuti, con l’ultima, decisiva rete arrivata a mezz’ora dal termine. Per la numero 10 della Juventus si tratta della seconda tripletta consecutiva in Serie A: con una ha chiuso la prima fase, con l’altra ha aperto la seconda, quasi un “rito di iniziazione” verso la Poule Scudetto e la fine della stagione. Tre gol al Milan, tre alla Roma in due partite.
In conferenza, la giocatrice ha commentato la prodezza fisica appena compiuta, tre reti a una delle squadre più in forma del campionato e tra le dirette contendenti per la lotta scudetto, affermando che una tripletta è sempre qualcosa di speciale. Se è vero che tutte le partite hanno lo stesso peso, nella filosofia delle bianconere, è anche vero che quella contro la Roma ne aveva uno importantissimo sotto l’aspetto psicologico per aiutare la squadra a partire con il piede giusto nella Poule Scudetto. Una dedica speciale è stata rivolta alla squadra e al percorso straordinario che sta facendo in questa stagione dopo due anni piuttosto complicati: «Quando vinci 4 a 3 è chiaro che una tripletta ha un peso diverso, però sono sempre tre gol e sono veramente contenta di questo e della prestazione delle ragazze, perché abbiamo fatto, secondo me, una partita di sofferenza, da grande squadra: siamo andate in vantaggio, siamo andate in svantaggio dopo tre minuti, ma abbiamo avuto la forza di restare in partita. Era una partita fondamentale per il nostro obiettivo, è inutile nasconderlo, però ce ne saranno altre e vogliamo affrontarle tutte come se fossero tutte una finale. La dedica la faccio a noi, a chi è arrivato quest’anno e a chi ha sofferto in questi due anni, che però abbiamo usato come lezione, e sono molto contenta che la Juve adesso sia di nuovo lì. Adesso dobbiamo solo portare a termine il nostro lavoro e tornare a gioire, perché ce lo meritiamo.»
La numero 10 bianconera non si è sbilanciata ad affermare a colpo sicuro che questa sia la sua stagione migliore dal suo approdo alla Juve, ha però dichiarato di sentirsi molto bene fisicamente e di aver trovato una fiducia dentro e fuori dal campo, quella che le sta dando modo di essere ancora più in partita, al posto giusto e al momento giusto e di continuare a macinare gol, minuti in campo e prestazioni eccellenti sia con la squadra di Club, sia con la Nazionale: «Forse non è la mia miglior stagione alla Juve, però fisicamente sto bene e mi sento bene; è anche più facile fare bene, perché quando un’attaccante è in fiducia riesce a fare delle cose che magari a volte non succedono. Sono contenta che mi sia stata data fiducia, e sto cercando di ripagarla in campo. Questo è un messaggio per me stessa, per la Juve, per noi, è tanta voglia di giocare sempre e di lottare per qualsiasi maglia che indosso. Questa è la mia seconda pelle, la Nazionale è quella che sogni da bambina, e quando sono chiamata in causa cerco di dare sempre il cento percento.»
In ultimo, Girelli si è focalizzata sull’importanza del gruppo. Proprio grazie all’unione che è venuta a crearsi tra tutte le calciatrici, quelle che c’erano già e quelle che si sono via via aggiunte in rosa, è possibile parlare sia di “coesione”, sia di “vittorie”; anche le nuove arrivate hanno subito capito che cosa significhi giocare per la Juventus, vale a dire una grande responsabilità e un’opportunità che dev’essere apprezzata in qualsiasi frangente: «I campionati li vinci se il gruppo è unito, specialmente in Serie A, dove puoi vincere, perdere, affrontare dei momenti difficili e solo se sei un gruppo veramente solido puoi venirne fuori. Abbiamo fatto una Champions che non ci ha dato grandi soddisfazioni, e che forse avrebbe potuto lasciare strascichi molto importanti. Chi è arrivato quest’anno si è messo subito a disposizione, ha capito dove si trova, e noi abbiamo cercato di far capire loro dove fossero, quanto pesasse questa maglia. Chiunque giochi adesso sa cosa significa stare qui, quanto è importante questa maglia e che giocando anche solo dieci minuti ha una grande responsabilità. Ci stiamo togliendo queste soddisfazioni, e non è un caso che oggi anche la Fortuna sia stata dalla nostra parte: la Fortuna aiuta gli audaci, e noi andiamo a conquistarcela, è l’energia che mettiamo ogni giorno in allenamento, e poi in campo si vede quest’unione.»