Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femmnile Italiano

Finisce in parità la passerella del Como, davanti ai suoi tifosi, che non va oltre il 2-2 contro una Sampdoria mai doma e che si è ritrovata in vantaggio per due volte e che ha dimostrato di non meritare la classifica attuale dove è relegata all’ultimo posto.
Cielo cupo e terreno di gioco, comunque, tenuto molto bene nonostante qualche pozzanghera fangosa a ridosso delle linee di rimessa laterale.
Sugli spalti, dopo qualche settimana di assenza, si rivedono i membri del “Nischler fan club” nelle figure dei familiari della numero 7 lariana. Ma è Pablo, un tenero boxer, a rubare la scena: alcune ragazze relegate in tribuna, anziché per il loro solito posto tra i centrali, optano per la gradinata laterale in modo da star vicino e poter coccolare il simpatico cucciolo che non esita di certo a farsi riempire di attenzioni e carezze. Furbacchione lui!
Alle 15 precise, il direttore di gara dà inizio al primo tempo che vede subito le padroni di casa pericolose con una incontenibile Guagni che continuerà a seminare il panico tra le retrovie doriane per tutta la partita. Proprio dalla numero 3 lariana parte un cross da fondo campo, all’11imo minuto, deviato dalla Estal sulla traversa. Su rapido capovolgimento di fronte, un minuto dopo, non scatta la trappola del fuorigioco e la blucerchiata Burbassi, abilmente pescata in area da una compagna, batte l’estremo difensore comasco portando in vantaggio le ospiti.
Il Como comincia a premere sempre di più e al 32imo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è Miriam Picchi a rendersi pericolosa con un poderoso tiro da fuori area che si stampa sulla traversa. E’ il preludio al goal che arriverà pochi minuti dopo grazie a una splendida rete di Nadine Nischer che sfrutta un cross dalla sinistra della solita Guagni e insacca di destro la rete del pareggio.
La prima frazione di gioco si chiude in parità, col secondo tempo che promette molte altre emozioni. Le due squadre non si sono risparmiate, offrendo un grande spettacolo per la gioia dei tifosi presenti. Durante la ripresa le ragazze di casa sono ancora più agguerrite di prima e le occasioni per portarsi in vantaggio non mancano, ma sono malamente sfruttate. E’ il Como a dominare la scena, proponendo un gran gioco e sfiorando a più riprese il meritato goal; ma le genovesi non stanno certo a guardare, riuscendo a rendersi pericolose nelle poche occasioni concesse, come quella capitata al 55imo dopo un’incursione doriana sulla fascia destra, conclusasi con l’incornata vincente per l’1-2 blucerchiato.
Le ragazze di mister Sottili non ci stanno, e da quel momento comincia un vero e proprio assedio alla porta ospite, ma le blucerchiate si difendono e lottano con il coltello tra i denti. Nel frattempo, cupe e minacciose nubi nere sovrastano lo stadio: comincia anche a piovere e sul terreno di gioco, già messo a dura prova, risulta più difficile giocare e mantenere l’equilibrio.
Al secondo minuto di recupero, il portiere locale, Astrid Gilardi, improvvisamente trasformatasi in un Renè Higuita in gonnella per la gioia dei nostalgici degli anni ’90, esce a raccogliere un retropassaggio a centrocampo, gioca il pallone fino a lanciare una compagna poi atterrata quasi al limite dell’area avversaria: su successiva punizione battuta da Nischler, con seguente mischia in area doriana, è Sara Bolden, più lesta di tutte, ad agganciare e insaccare il definitivo goal del 2-2. Apoteosi sugli spalti, applausi e… c’è anche chi brinda con spumante!

A fine gara tutte le ragazze si concedono per foto e autografi e tanti, ma tanti applausi. Anche per le doriane che non si sono mai arrese e hanno giocato veramente un’ottima gara. Brave ragazze, brave a tutte.
Intanto smetteva di piovere e, all’esterno dello stadio, i tifosi di ogni età si facevano autografare gli album delle figurine dalle ragazze di entrambe le squadre che sono state molto gentili e disponibili con tutti i presenti.
Simpatico siparietto tra uno scrittore e la centrocampista tedesca del Como che ha ricevuto in dono un libro da lui scritto: la ragazza non parlava italiano e cercava di farsi capire in inglese, ma, visti gli scarsi risultati, decideva di farsi aiutare con la traduzione da una sua compagna spagnola; risultato: il povero scrittore, alla fine, non capiva più un tubo né in tedesco, né in inglese e spagnolo, e tantomeno in italiano! Però poi il libro glielo ha lasciato comunque, ma in che lingua lo ha autografato non ci è dato di saperlo!
E’ stato veramente un bel pomeriggio anche se un po’ piovoso.

Natanaele Rullo

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